Quattro generazioni di cavalli.
Una sola ossessione.

Equimondo non è nato in un ufficio. È nato in una scuderia di Normandia, da un'esasperazione familiare trasmessa come un'eredità: le scartoffie rubano il tempo dei cavalli.

I dettagli di questa linea del tempo sono in corso di conferma da parte della famiglia: le linee generali sono vere, gli aneddoti saranno precisati. Versione da confermare

Anni Cinquanta · Prima generazione da confermare

Il cavallo come strumento di lavoro

Tutto comincia con il bisnonno, per cui il cavallo non è uno svago ma un compagno di lavoro, in Normandia. Di quel tempo la famiglia conserva una convinzione: il proprio tempo si deve agli animali, non alle carte.

Anni Ottanta · Seconda generazione da confermare

Le prime pensioni

La generazione successiva apre la scuderia ai proprietari. I quaderni si accumulano: pensioni, cure, conti tenuti a mano la sera al tavolo della cucina. Il problema che Equimondo risolverà un giorno è già lì, nell'inchiostro di quei quaderni.

Anni Duemila · Terza generazione da confermare

Il centro ippico di famiglia

I genitori di Sébastien gestiscono una struttura equestre: lezioni, cavalieri, tesseramenti, fatture. Sébastien cresce fra il campo e l'ufficio, e vede i suoi passare le domeniche sera sulla contabilità invece che in scuderia. Se ne ricorderà.

Oggi · Quarta generazione

Equimondo, nato a Courseulles-sur-Mer

Diventato sviluppatore, Sébastien fa l'unica scelta logica per il figlio di un gestore: costruire lo strumento che la sua famiglia avrebbe voluto avere. Senza raccogliere capitali, senza investitori da accontentare, con una sola bussola: restituire tempo alla gente di cavalli. Per questo la gestione dei cavalli è gratis per sempre: in questa famiglia non si fa pagare il cavallo.

«Non abbiamo inventato un software.
Abbiamo riparato quattro generazioni di domeniche sera.»

Scriva il seguito con noi

Entri nel suo spazio Equimondo in un minuto.

Provare gratis